Implantologia Zigomatica

Implantologia zigomatica e innesto osseo

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Quando si iniziano a perdere i denti e l’osso al quale questi sono attaccati si riduce in dimensione, l’unica alternativa alla dentiera è una procedura chirurgica in grado di fornire un supporto stabile per l’innesto di viti. Fino apochi anni fa, l’unica strategia possibile per pazienti di questo tipo consisteva nel prelevare un pezzetto di osso dall’anca e innestarlo sulla mascella: in questo modo, se il trapianto aveva successo, si veniva a creare in bocca una superficie solida alla quale ancorare dei nuovi denti. Oggi la chirurgia zigomatica offre un’interessante alternativa: innestando le viti direttamente sull’osso zigomatico del cranio, infatti, si riducono i tempi di attesa per una bocca nuova e perfettamente funzionante.

 

 

A quali pazienti si può applicare l’implantologia zigomatica ?

L’impianto diretto sull’osso zigomatico è un approccio chirurgico abbastanza recente, sviluppato per trattare pazienti oncologici in cui l’osso mandibolare era stato rimosso chirurgicamente. Tuttavia, negli ulitmi anni, il successo di questa procedura ne ha esteso l’impiego anche su pazienti con gravi forme di piorrea, in cui l’osso mandibolare risulta particolarmente atrofizzato, o in tutti quei soggetti per cui la procedura standard di innesto osseo presenta tempi di attesa troppo estesi.

In generale, è possibile affermare che l’implantologia zigomatica è una procedura adatta a tutti quei pazienti in cui l’osso mandibolare risulta particolarmente ridotto, per cui vi è la necessità di fornire un supporto alternativo per l’innesto di impianti dentali.

 

 

Quali sono i vantaggi rispetto all’innesto osseo ?

Il primo grande vantaggio della chirurgia zigomatica rispetto al tradizionale intervento di innesto osseo è la durata dell’intera procedura: quando si effettua un trapianto di osso, infatti, il paziente è costretto a trascorrere diversi mesi senza denti (in attesa del trapianto) e, la possibilità di procedere con l’innesto delle viti è legata al successo o meno della procedura. Se il trapianto osseo fallisce (e questo lo si viene a sapere mesi dopo la prima chirurgia), l’intervento dovrà necessariamente saltare.

Nel caso dell’impianto sullo zigomo, invece, questi problemi non esistono: il paziente va incontro a un singolo intervento di poche ore al termine del quale avrà una nuova bocca con cui mangiare e masticare senza problemi né particolari fastidi. Anche la percentuale di successo è nettamente a favore di questa procedura: studi recenti dimostrano che il 98% degli impianti resiste almeno 10 anni dopo la realizzazione.

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